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SOSTENIBILITA'

PROGETTO
 

I controlli moderni
da semplice  presidio a volano
di  miglioramento

Coordinatore

Fabio Robbiati

Componenti
Rita Forte (Rag. Comm).
Gaetana Stasi (Dr.Comm)
Gisella Conca (esperta)

Il progetto nasce dall’idea che i sistemi di controllo, interni ed esterni, rappresentino per le PMI non solo un presidio di corretto funzionamento, ma anche una leva di miglioramento continuo e di crescita organizzativa.
L’obiettivo è sviluppare un modello innovativo che aiuti l’impresa a capire come strutturare i propri controlli in modo proporzionato, efficace e sostenibile, distinguendo con chiarezza ciò che è opportuno presidiare dall’interno e ciò che, invece, può essere affidato a competenze esterne specializzate.Il gruppo di lavoro di professionisti intende innanzitutto definire cosa significa, per una PMI, disporre di un sistema di controllo adeguato: flussi informativi affidabili, ruoli chiari, procedure essenziali ma funzionanti, strumenti di monitoraggio economico‑finanziario, operativo e di compliance. In questa prospettiva, il controllo non viene interpretato come mera verifica ex post, ma come insieme di processi che accompagnano le decisioni, riducono le aree di opacità e favoriscono la tempestiva individuazione di scostamenti e criticità.Un asse centrale del progetto riguarda la configurazione dei controlli interni. Si analizza quando e come una PMI può introdurre forme di audit interno, anche “leggero”: verifiche periodiche su processi critici (ciclo attivo, ciclo passivo, gestione magazzino, crediti, flussi di cassa), controlli di coerenza tra dati gestionali e contabili, momenti strutturati di revisione di procedure e deleghe.
L’attenzione è rivolta a costruire modelli scalabili, adatti a realtà che non dispongono di strutture dedicate, valorizzando figure interne con adeguata competenza e indipendenza operativa.Accanto a questo, il progetto approfondisce il ruolo del controllo esterno come complemento e rafforzamento dei presidi interni. Si analizzano i casi in cui l’impresa trae maggiore beneficio dall’esternalizzare funzioni di audit o di verifica: ad esempio, quando occorre garantire maggiore indipendenza nella valutazione dei processi, quando servono competenze specialistiche (ICT, compliance, sicurezza, sostenibilità), quando la dimensione non consente la creazione di un’unità interna strutturata. Vengono così delineati modelli di collaborazione tra impresa, professionisti e, se del caso, organismi terzi, in un’ottica di sistema di controllo integrato.Il progetto mira a costruire criteri pratici per aiutare l’imprenditore a decidere quando puntare su controlli interni, quando integrare con controlli esterni e come farli dialogare tra loro. Ne derivano linee guida che illustrano diverse configurazioni possibili, in funzione di dimensione, complessità, settore e grado di rischio dell’impresa, sempre con l’idea che il controllo debba essere un alleato della gestione e non un mero adempimento.
Elemento trasversale è la prospettiva del miglioramento continuo.
I sistemi di controllo, se ben progettati, diventano motore di apprendimento: evidenziano inefficienze, riportano dati utili a rivedere processi e organizzazione, alimentano la pianificazione strategica e la gestione dei rischi.
Il progetto intende quindi proporre strumenti e percorsi che aiutino le PMI a trasformare le risultanze dei controlli in piani di azione, obiettivi di miglioramento e indicatori di progresso nel tempo.
Attraverso questo lavoro, il gruppo di professionisti vuole offrire alle PMI un quadro chiaro e concreto su come costruire un sistema di controllo integrato, interno ed esterno, capace di presidiare la correttezza dell’operare aziendale, sostenere la credibilità verso stakeholder e mercato e accompagnare l’impresa in un percorso strutturato di crescita e qualità.
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